giovedì 29 dicembre 2011

Di evasione fiscale e seggiolini auto

Ci stupiamo che il paese affondi, ma dovremmo innanzitutto guardare se c'è acqua in casa nostra... o nella nostra auto.


Salgo sul treno alla stazione di Firenze. Il Freccia Rossa è fermo per alcuni minuti in attesa dell'orario di partenza per Napoli. Una signora scende a terra a fumare, poi con accento tipicamente nordico apostrofa scherzosamente il capotreno.
- "Che, non li controllate i biglietti?"
- "Sì signora"
- "Ah, perchè io ancora non ho visto nessuno. No, perchè se lo sapevo non li compravo neanche, mi risparmiavo 45 euro". E ride (convinta di aver fatto una battutona, evidentemente).
Il capotreno, decisamente napoletano nella parlata, replica:
- "Signora, lei il biglietto lo deve fare comunque, lo deve fare per senso civico".
La signora ripete una blanda risata, con la quale smorza la conversazione con nonchalance.

Mi siedo al mio posto, e rifletto su quanta ragione abbia quel capotreno. Il senso civico, il senso del rispetto per quei compromessi messi nero su bianco che si chiamano regole, e il fatto di non capire che le regole non si rispettano solo per principio, ma perchè forse servono davvero al bene comune.

Sospiro. Apro Vanity Fair, e trovo un'intervista a Gherardo Colombo, ex-magistrato protagonista di fatti di cronaca giudiziaria degni di un libro di storia contemporanea. Non parla di episodi specifici, ma di una trama di fondo rilevata in tanti anni di carriera, e riferita oggi a uno dei temi più discussi alla luce della recente "manovra".
"[...] l'evasione fiscale: 270 miliardi di nero sono il frutto di tante, tante violazioni singole. Penso dipenda da uno scarso senso della comunità, sommato ad una certa immaturità individuale. [...] Le regole (o meglio, alcune regole) si rispettano perchè costretti: si è educati a obbedire più che a gestire la propria libertà. Questo vuol dire che quando il controllo è scarso le regole non valgono".

Sospiro di nuovo, e mi avvio alla mia vacanza. Scendo alla stazione di Napoli, salgo sull'auto di amici venuti a prenderci, e nel risuonare incessante dei clacson mi passa accanto un'auto: vedo attraverso il finestrino un uomo al volante, e dalla mia parte una giovane donna con in braccio un bambino di meno di due anni. Lì per lì i pregiudizi geografici mi assalgono, ma poi ripenso a quello che mi ha detto la mia toscanissima vicina di casa: "Ah, io la macchina non la prendo. Se proprio siamo costretti a prendere la macchina, il bambino lo faccio salire in collo a me, perchè nel seggiolino non ci vuole stare, sai com'è...". Non c'era nessun bisogno di arrivare fino a Napoli.

Tutto d'un tratto ripenso alla signora sul treno, all'auto apena passata, alle parole di Colombo che rileggo sotto un'altra luce: "...immaturità individuale ...scarso senso della comunità ...".

Cos'è che porta una mamma a far salire in auto il proprio bambino tenendolo in braccio, quando non solo sa che ci sono delle leggi che glielo vietano, ma sa anche che se ci sono le leggi è per proteggerlo, quel figlio, e non per rompere le scatole a lei. Possibile che non glielo abbia detto nessuno che un impatto a 50Km/h equivale a lanciare un bambino dal terzo piano?

Un paio di anni fa è partita la campagna "Se lo ami legalo" di Genitori Crescono e di altri blog aderenti: una bella iniziativa, ma che avevo sottovalutato, non per importanza ma per necessità: la ritenevo quasi superflua, destinata ad una piccola percentuale della popolazione. E invece scopro ogni giorno che ce n'è davvero un grande bisogno.
Di senso civico, s'intende.

3 commenti:

  1. vedo spessissimo, purtroppo, bambini in braccio a mamme/nonne in auto, sui sedili davanti o dietro, oppure semplicemente liberi che vagano x l'abitacolo, manco fossero dei barboncini -che poi, non potrebbero neanche loro- una volta ho visto addirittura padre e madre in una smart(!!!!) e lei che teneva il neonato in braccio!!!! altro che patente, io gli avrei tolto direttamente il figlio! e purtroppo non c'è nessuno che faccia rispettare la legge, troppi pochi controlli. e quanti ignorano che i bambini, tutti, fino a 150 cm devono viaggiare sul seggiolino?

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  2. Ecco, io mi chiedo: in quanti sanno DAVVERO che e' obbligatorio? Perché io comincio ad avere dubbi anche su questo.

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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