mercoledì 9 novembre 2011

Aprovadibabbo mono-tasking

Foto Fitandbusydadblog.com
Ad Aprovadibabbo piace tantissimo partecipare alla vita da asilo nido della Pupattola, ma i suoi orari di lavoro non glielo permettono granchè. Per questo, ogni volta che ne ha l'occasione ne approfitta come un avvoltoio sulla preda.

Ieri sera è arrivato a casa, neanche mi ha salutata ed ha esordito con "Domani porto io la Pupattola all'asilo!".
Non che io sia sfiduciata di partenza (aehm...), ma so che Aprovadibabbo riesce a fare solo 1 cosa alla volta, e portare la Pupattola all'asilo, specialmente in occasioni come questa, in cui c'era da rinnovare anche il set per il cambio che si era sporcato il giorno prima... sì lo so che vi sembra una banalità, ma è più di 1 cosa!

Insomma, decido di mettere a tacere tutti i miei preconcetti e pregiudizi nei suoi confronti, sia mai che poi è colpa mia che non so delegare se lui poi non sa cavarsela. E così, bendisposta verso la sua grande partecipazione alla vita scolastica della figlia, carica di fiducia, gli dò il beneficio del dubbio.
A titolo di cautela, stamattina decido di alleggerirgli l'incarico occupandomi comunque io di tutta la preparazione: darle la colazione, lavarla, cambiarla, vestirla, ecc ecc.
Intanto gli chiedo 1 cosa: "Per favore, prendi la maglietta viola che è sullo stendino, la metti in un sacchetto, che è da portare all'asilo?"
Panico.
"Maglietta?... viola?... stendino?... sacchetto?... asilo?"
"Sì, caro. L'unica maglietta viola che è sull'unico stendino che abbiamo. La metti in un sacchetto? grazie".

Intanto finisco di preparare la Pupattola, e quando esco lui si è già infilato la giacca e regge in una mano il sacchetto con la maglietta, come dire "Hai visto? sono GIA' pronto!".
"Ok, anche la Pupattola è pronta. Ciao." e gliela consegno.
"Ah, no, aspetta devo prendere il cellulare" e riposa a terra la povera bambina-paccopostale.

Se c'è una cosa che ho imparato da quando ho figli, è che i bambini NON vanno fatti aspettare. Tu devi essere pronta molto prima di loro, e quando loro sono pronti si parte, senza un attimo di esitazione. Ma ovviamente LUI non lo sa.

"Ecco, ho preso il cellulare. Siamo pronti?"
E' da mo' che siamo pronte, noi due...
"Ecco la Pupattola. Ciao".
"Ok, ciao" e scende le scale. Senza sacchetto e senza maglietta viola.
"Aprovadibabbo, la maglietta!" e gli rimetto il sacchetto in mano, accompagnata da uno dei suoi celebri sbuffi.

Nel giro di pochi secondi (troppo pochi) sento aprirsi la porta, e mi viene un sospetto...
"Aprovadibabbo, le hai messo il giubbotto?" urlo da un capo all'altro della casa.
Silenzio. Improvvisamente la vocina acuta della Pupattola emerge "No, mamma, non ho messo zubbotto", seguito da un sommesso "Zitta tu...".

Ma nella mia testa si faceva strada un nuovo sospetto. Decido di andare candidamente a salutarli sulla porta.

"Ecco, le ho messo il giubbotto" dice lui, "su, saluta mamma".
"Zao Mamma" fa la piccina.
"Ciao Amore" faccio io, e mentre Aprovadibabbo ha già i piedi fuori casa aggiungo "E ah, a proposito... il sacchetto!".

Chissà se quella maglietta è mai arrivata all'asilo...

1 commento:

  1. I papà sono fantastici: non è che non ci mettono l'impegno, è proprio che non ce la fanno!!! :-))

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