venerdì 26 agosto 2011

Il senso di colpa delle mamme

Comincio a pensare che sia un effetto collaterale e imprescindibile della maternità, come i chili di troppo sui fianchi e la perdita di ore di sonno.
Io del senso di colpa ne ho fatto un'arte, e mi considero modestamente un'esperta di livello cosmico, potrei star su a lamentarmi per ore. Ma allo stesso tempo avevo pensato di essere anche un caso umano e patologico, scelta fra mille dal destino per portare il fardello della colpa (che cu*o), per cui oltre che dal senso di colpa mi consideravo affetta anche da una notevole ed abbondante dose di autocommiserazione, che non fa mai male (o forse sì).

Poi col tempo ho iniziato a rendermi conto che non ero un'appestata del senso di colpa,  ma che attorno a me c'era stata una semina a pioggia di questa simpaticissima sensazione, in particolare all'interno della categoria "mamme".
Io che avevo fatto della lamentela e del guaìto una forma sublime di espressione, mi accorgo che molte altre prima e dopo di me, avevano iniziato la tiritera del "è colpa mia, non sono capace, dovrei ma non posso anzi non voglio quindi è colpa mia comunque", tanto da portarmi a pensare - ormai con una buona dose di certezza - che il senso di colpa delle mamme sia un meccanismo biologico automatico, come la produzione di beta Hcg o la sintesi clorofilliana.

Al mare incontro casualmente la mamma di due gemelline di circa un anno. Una è sull'altalena, guardata a vista da lei, l'altra dorme da qualche parte in pineta nel passeggino guidato dalla giovane tata ucraina. Devo aver alzato il sopracciglio di qualche millimetro di troppo, perchè lei inizia a dare spiegazioni. Mi dice che non può fare a meno della tata, anche in vacanza; che la ragazza è una persona di fiducia, figlia di X e Y; che per lei e suo marito l'arrivo di due gemelli con gli 'anta già compiuti è stato un notevole sconvolgimento; che il lavoro la impegna molto, e che quindi l'aiuto di una tata a tempo pieno, fissa in casa, le è indispensabile.
Ascolto con partecipazione, e in qualità di esperta del settore riconosco nel tono di voce del racconto il tono di chi cerca di autoconvincersi che sta facendo la cosa giusta anche quando non ne è affatto convinto. E questa sua scarsa convinzione viene poi fuori tutta insieme, in una frasina piccolissima, buttata lì quasi per caso tra una parola e l'altra: "Sai, io non sono molto mamma".

Altro scenario, altra storia. Iniziamo le pratiche per il check-out dall'albergo. Al desk si ammucchiano le valigie, molto più cariche che all'andata, e le borse da mare piene di teli mare insabbiati all'ultimo minuto. I bambini sono belli e rivestiti, pronti per essere caricati in macchina, ma il loro spirito è ancora in modalità spiaggia, e corrono per la hall rincorrendosi a vicenda. Saluto una coppia di Bologna, vicini di tavolo al ristorante, con due bambini stupendi che non fanno tre anni in due. Allungo a lei il mio biglietto da visita, invitandola a scrivermi una email se capita dalle mie parti. Vede il logo di Aprovadimamma, e mi chiede sorpresa di che si tratta. Finita la fulminea presentazione del blog, lei sospira e dice con fare sofferto "Brava, ti invidio, hai saputo rimetterti in gioco. Io con due figli così piccoli non riesco più a fare la manager, faccio SOLO la mamma".

Ma io dico, MA CHE CI PRENDE A TUTTE? perchè se manteniamo una carriera, cercando allo stesso tempo di dare una realtà familiare più solida possibile ai nostri figli, ci sentiamo in colpa per non aver fatto le mamme a tempo pieno, e ci sembra di non essere un buon genitore? perchè se decidiamo di fare le mamme a tempo pieno ci sentiamo in colpa per aver mollato la carriera, e ci sembra di non essere "produttive"? perchè se, come me, si cerca di reinventarsi un mestiere ci si sente in colpa perchè... neanche lo so io, il perchè?
Perchè il senso di colpa, di inadeguatezza, di insufficienza, è così pervasivo nei confronti di noi mamme, intriso nei nostri pensieri di ogni giorno, facendoci vedere sempre più verde l'erba della donna accanto?
Ci sto pensando, seriamente. Se trovo una risposta, o anche solo un buon filone di pensiero, ve lo faccio sapere. Nel frattempo mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

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