venerdì 15 aprile 2011

Il negoziante di scarpe che voleva vendermi sua madre

Comprare le scarpe ai bambini è veramente difficile, me ne sto rendendo decisamente conto.

Non so se vi ho già raccontato che la Pupattola ha iniziato a camminare "sul serio" circa una settimana fa, alla veneranda età di 18 mesi (alla buon'ora!). Tutto d'un tratto mi sono ritrovata con un piccolo corridore in casa, e tutta una serie di dinamiche familiari sconvolte.

Sabato scorso, in piscina, mi accorgo che la sana abitudine di metterla a sedere sulla panca dello spogliatoio mentre io mi cambio è stata definitivamente cancellata dalla sua lista delle "cose che sono disposta a fare per far star buona la mamma". Ora col cavolo che se ne sta lì ad aspettare che io mi inguaini dentro ad un vecchio costume di qualche taglia fa: l'ultima volta mi sono ritrovata con una bambina nuda come un vermicello con indosso solo un misero paio di calzini, che attraversava il corridoio dello spogliatoio in direzione vasca al grido di "AAAPPPPPPAAAAAAA!!!!!!" (acqua, ndt). Recuperata al volo, in tenuta altrettanto vermesco-adamitica.

Quindi ieri sono andata in cerca di un paio di scarpette per la piscina. Mi sembrava una cosa abbastanza semplice. Tsé.
Entro nel primo negozio.
- "Vorrei un paio di scarpine o di ciabattine legate da usare in piscina. La bimba porta il 20. Ne avete di così piccole?"
- "Sì, dovrei averle". La commessa va a rovistare direttamente in vetrina e tira fuori un paio di Havaianas pink-shocking.
- "ehm... no, guardi... l'infradito no, ecco. La bambina ha 18 mesi, ha iniziato a camminare ora... mmh, no, non credo che le metterò l'infradito".
La commessa mi guarda dall'alto in basso, manco fosse salita sullo sgabello del negozio.
- "Ma guardi che gli infradito fanno benissimo al piede"
L'istinto aprovadimammesco a questo punto avrebbe inizato una discussione senza fine, del tipo "Ma lei cosa crede, che i clienti siano tutti dei rintronati con un livello di cultura pari a un lemure del madagascar? cosa le fa pensare di potermi convincere a comprare qualcosa rifilandomi una scusa completamente fuori da ogni crisma? Lo sa che l'American Paediatric Association sconsiglia questo tipo di calzature perchè l’assenza dell’arco plantare e la mancanza di ammortizzatori strutturali per il piede si concretizzerebbe con un reiterato stress per la schiena? Lo sa?"
Ma per fortuna, reduce da un litigio al supermercato a causa dell'ennesimo furbo che tentava di saltare la fila alla cassa, ho detto soltanto:
- "Ah. Comunque no, grazie" e sono uscita.


Vado nel secondo negozio.
- "Vorrei un paio di bla bla bla. Ecco, tipo queste qui" e punto verso un paio di scarpine in gomma tipo Crocs, ma con il retro-tallone ed allacciate a sandalino. Ecco, le ho trovate!!
- "Eh, no, quelle partono dal 22"
Sensazione di onda che mi butta giù il castello di sabbia.
- "...però ne ho un altro tipo. Queste vanno benissimo per la piscina" e mi tira fuori un paio di scarpine in stoffa di Snoopy. 

Ora, al di là del mio amore smisurato e incommensurabile per Snoopy, OGGETTIVAMENTE le scarpe in stoffa non mi sembrano proprio adatte adatte alla piscina. 
- "Ma scusi, sono in stoffa?" dico.
- "Sì" risponde lui con la voce, e con lo sguardo aggiunge "e allora?"
- "Ma devo usarle in piscina, come faccio a usare un paio di scarpe di stoffa in piscina?"
- "Beh, ma mica deve usarle IN ACQUA".
Ecco, a questo punto ero daccapo, e l'istinto aprovadimammesco stava per prendere il sopravvento con una serie di invezioni del tipo "Senti, abbello, ma mica sono venuta qui per farmi prendere per il ****. L'ho capito che tu pur di piazzare una vendita saresti disposto a dar via pure tua madre, ma..." ecc ecc.

Demoralizzatissima, e pure un po' incupita, entro nel terzo negozio con le speranza sotto le scarpe (giust'appunto). Un negozio di articoli sportivi, ma non di quelli con le tute da runner, piuttosto un negozietto fighetto, con le magliette della Volcom, quelle con le scritte fighette, da mostrare mentre sei in motorino fuori dai cancelli della scuola ad aspettare la squinzia. Il negozio è gestito da due ragazzi molto simpatici, in stile Emo. In vetrina ci sono anche degli articoli da bambino: vabbè, ormai proviamo anche questa. 
Entro con poche speranze, ed esco con un bel paio di sandalini Puma neri e fucsia, pure al 50% di sconto e portati a casa con 10€. Purtroppo poi ho dovuto cambiarli, perchè avendo la suola molto spessa la Pupattola camminava come fosse sui tacchi, e così stamattina le ho preso un altro modello Adidas, allo stesso prezzo.
Stasera gliele provo: la suola interna è zigrinata, e ho paura che la Pupattola attacchi a dire "Nou!" (no, ndt) con tanto di ditino medio agitato davanti agli occhi, perchè la soletta non è liscia. 
Se no sapete cosa faccio? gliele infilo direttamente quando siamo in piscina, e la metto davanti al fatto compiuto. Un altro giro di negozi mi rifiuto proprio di farlo! 



2 commenti:

  1. meno male che non hai comprato le simil crocs! ho visto bambini anche più grandi della pupattola, poverini, camminare come se avessero dei ferri da stiro ai piedi. In compenso le mamme si sentivano taaaaanto alla moda :-S

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  2. La gente e' proprio assurda e comprare le scarpe ai bambini e' un'impresa davvero ardua.
    Le adidas le ho comprate anche io a mio figlio qualche anno fa e con 12 euro mi sono trovata benissimo.

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