giovedì 3 marzo 2011

Guida al sacco nanna: calore e taglia


foto Jim Champion
L’uso del sacco nanna è una faccenda un po’ controversa. Generalmente i bimbi appena nati amano sentirsi avvolti e protetti, quindi il sacco nanna può essere un ambiente gradevole per loro. Per i più grandicelli (diciamo dai 12 mesi in su) dipende molto dal loro carattere, se gradiscono sentirsi avvolti, e dalle abitudini già acquisite (i bimbi che usano il sacco nanna fin da neonati spesso continuano ad utilizzarlo a lungo, considerandolo una cosa “normale”).
Ovviamente, a dimostrazione che ogni bambino vale per sé e non c'è regola generale che tenga, io l'ho molto amato fin dai primi mesi, mia figlia pure, ma intorno ai 6 mesi ha iniziato a sgambettare ferocemente prima di andare a letto (rito propiziatorio? esorcismo? bah...) e così siam dovuti passare alle care vecchie coperte :-/

Il principale vantaggio in assoluto dell’uso del sacco è la tranquillità di sapere che il bimbo non si scoprirà durante la notte, anche se si muove molto. Lo svantaggio è solo relativo all’indice di gradimento da parte del bambino: alcuni bambini potrebbero non gradirlo a causa dello spazio limitato che non consente molti movimenti, specialmente per le gambe.


Insomma, per la nanna sacco sì o sacco no? La risposta sta nella pratica, ma per aiutarvi posto questo contributo di MammaVì, una delle nostre Mamme alla Prova, che ci racconta la sua esperienza. Ecco la prima parte del suo racconto.

“Posso dirvi che avendo una bimba che dorme comodamente dentro al sacco nanna da oltre 20 mesi, - ed essendo una appassionata di baby-shopping ;-), mi sono imbattuta in diverse marche e modelli, e sono arrivata a concludere che ci sono alcune caratteristiche fondamentali nella scelta del sacco nanna da cui non si può prescindere.

 calore  l’unità di misura internazionale per il calore sviluppato dal sacco nanna è il “tog”, in una scala che va da 0.5-1 (i sacchi estivi, generalmente in spugna di cotone), fino a 2-2.5 tog (i sacchi da usare in inverno al posto delle coperte o del piumino).
In teoria questa scala di riferimento dovrebbe semplificare molto la scelta delle mamme, se non fosse che ogni marca interpreta i tog in maniera del tutto personale, con notevoli differenze persino tra i diversi modelli di una stessa marca a parità di tog dichiarati.
Sulla base della mia esperienza i sacchi Grobag sono generalmente più leggeri degli altri a parità di tog, ed inoltre tra i vari modelli Grobag ci sono spesso notevoli differenze, anche se l’etichetta riporta lo stesso numero di tog. I sacchi Sumblersac sono più caldi e contemporaneamente più leggeri in peso; personalmente li considero avere il miglior rapporto qualità-prezzo. I più caldi in assoluto sono però quelli in ciniglia, disponibili ad esempio su Sacconanna.com, Kiabi, Okaidi e La Redoute.
L'ideale è avere a portata di mano il sacco prima dell'acquisto: infilando una mano dentro il sacco ed avvolgendola per alcuni istanti si capisce subito quanto "rende" in termini di calore.

 taglia  la scelta della taglia è un fattore importantissimo per garantire confort ed allo stesso tempo sicurezza. Il sacco deve essere abbastanza ampio da far muovere comodamente il bambino, ma non tanto da permettergli di scivolarvi dentro, in modo da evitare il rischio di soffocamento. Quindi, sacchi ampi ma regolabili. Ignorate i mesi dichiarati dalle diverse marche e concentratevi immediatamente sui centimetri. Soprattutto se il sacco è pesante, non sbaglierete ad acquistare un sacco di 25 cm più lungo del vostro pargoletto: ciò gli consentirà di scalciare e muoversi più agevolmente. A meno che non abbiate un bimbo molto molto piccolo, sappiate che i sacchi lunghi solo 65 o 70 cm sono utilizzabili per poco-pochissimo tempo, e solo nei primissimi mesi! E per garantire la siurezza del piccolo sceglieteli regolabili: con i bottoncini in fondo per adattarli a due diverse lunghezze, e con laccetti o bottoncini sotto le ascelle per regolare la scollatura.


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