venerdì 25 febbraio 2011

L' "imbarazzo" della scelta

A volte mi capita di imbattermi in prodotti per bambini davvero strani. E davanti a tanta "originalità" resto perplessa sul da farsi...

Ci sono prodotti pensati per facilitare il lavoro delle mamme del duemila, anzi, del 2011, che già quelle del 2000 tante cose non le capiscono. Ci sono prodotti pensati per venire incontro alle esigenze del bambino, del neonato. Alle esigenze di una famiglia nuova, che non sta mai ferma, che vuole trovare un giusto (e aggiungo "del tutto personale") equilibrio alla vita pre- e post-bebè.

Ecco allora che spuntano come funghi biberon magici, borse porta computer e porta pannolino insieme, passeggini che si spostano con una mano sola perchè con l'altra si parla al cellulare. E' vero, è proprio così, siamo mamme, e papà, di una nuova generazione, sempre connessi, sempre on-line, con i surgelati che sono l'unica cosa che non manca mai nel frigo, con la benedizione del latte artificiale anche al supermercato quando mamma non ce l'ha.

Però c'è un limite. C'è un limite a tutto. Oggi mi sono imbattuta in una di queste cose che, secondo me, ha superato il limite. Un biberon bellissimo, che pare venuto dallo spazio. E che si riscalda da solo! così lo puoi portare dove vuoi quando vuoi, e puoi allattare al parco, al bar, al pub, in discoteca... :-s
Sì, perchè l'etichetta dice proprio così: "vai dove vuoi, vai persino a farti benedire..." o qualcosa del genere.

Ecco, mi domando se davvero si deve arrivare a questo per non rinunciare a niente. Mi domando se nel comprare un biberon che costa quanto mezzo serbatoio di benzina, che pesa quanto un cartone di latte (oltre al latte che ci metterete voi), che funziona solo con quella determinata quantità di latte, né più né meno, non importa se il bimbo non se la beve tutta o non gli basta, che si impugna come una mazza da baseball, che produce un volume di rifiuti equivalente al suo peso ad ogni poppata (e chissà come si smaltisce, poi, quella roba lì...), ma che si scalda da solo, ci sia tutta questa convenienza. Mi domando se davvero dà un valore aggiunto al nostro senso di libertà, se ci dà davvero una possibilità, quella di viverci la nostra vita come e dove ci pare, o se invece non ci rende semplicemente ancora un altro po' schiave di un consumismo disarmante, che ha ormai ampiamente invaso anche il settore della puericultura.

E voi che ne pensate?

1 commento:

  1. Io penso che hai perfettamente ragione!
    Il troppo storpia.

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